Damiano Sindaco 2012

Annamaria Damiano  //  Candidato alla carica di Sindaco di Desenzano del Garda elezioni comunali 2012.
Candidatura promossa da SEL - IDV - Desenzano in Movimento - Indipendenti

Carta dei Princìpi

La nostra Carta dei Princìpi

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Stanchi di continue promesse che poi non si mantengono, decidiamo di non farle. 

Niente promesse dunque, ma un percorso comune di cose concrete per costruire un orizzonte nuovo per la nostra comunità.

Un percorso costruito giorno dopo giorno, pezzo dopo pezzo, ma con una visione precisa del futuro.

Un'amministrazione pubblica incapace di prevedere e progettare il futuro non può dare quelle risposte adeguate di cui la nostra città ha bisogno in termini sociali, economici e culturali.

Noi abbiamo una visione diversa e la vogliamo creare insieme alla nostra comunità.

La democrazia partecipativa è per noi elemento costitutivo imprescindibile nel lavoro d'amministrazione del “bene comune”.

Il nostro “programma elettorale” proporrà una strada da seguire, ma vogliamo camminare insieme a coloro che decideranno di seguirla con noi.

Il programma deve essere un'opera comunitaria perché i desenzanesi non devono essere solo i destinatari delle scelte di altri, ma possono e devono essere coloro che contribuiscono a fare queste scelte.

Il programma elettorale può nascere dal basso, nelle stanze di ognuno di noi e non solo nei palazzi del potere e diventare la base guida delle forze politiche che andranno a governare.

Le forze politiche devono servire i cittadini, devono recuperare il compito originale di fare sintesi, di offrire proposte per il futuro, non devono sentirsi sempre gli unici custodi della verità. Devono essere i motori della partecipazione popolare, devono saper ascoltare e accettare con umiltà le proposte nuove ma anche saper dire di no e non fare finta di accogliere qualsiasi cosa pur di conquistare voti. 

Devono ricordarsi che l’Articolo 1 della nostra Costituzione afferma la cosa più semplice e, nello stesso tempo, più “tradita” in questi decenni e cioè che la “sovranità appartiene al popolo”.

Anche in un periodo di crisi economica mondiale è possibile governare sapendo che l’obiettivo principale è garantire alle persone un modo di vivere qualitativamente buono, dal punto di vista ambientale, sociale, culturale e dei servizi. L’attenzione deve essere uguale per tutti, uomini e donne, bambini, adolescenti, adulti e anziani. 

E’ inutile poi nasconderci di fronte all’evidenza che ci sono molte meno risorse di una volta ma che, nello stesso tempo, è diventato un obbligo morale per noi e per le generazioni future non svendere in alcun modo il nostro territorio. 

VOGLIAMO UNA CITTA’ CHE VIVE BENE. 

Una città che vive bene è una città che si basa sulla legalità a qualunque livello. Crediamo sia necessario un patto tra la politica e il Paese basato sulla lotta all’illegalità in tutte le sue forme per contrastare le organizzazioni criminali con la loro infiltrazione nel tessuto economico e civile, qualsiasi forma di abusivismo e di microcriminalità.

Una città che vive bene è una città che vede rispettate le leggi e regole sociali da tutti e vede amministrato il bene pubblico nel modo più trasparente possibile impedendo qualsiasi forma di privilegio e permettendo al cittadino di controllare in modo facile e completo l’operato di chi lo governa. E’ una città che deve far funzionare al meglio i propri uffici costruendo un patto di collaborazione nuova con i suoi dipendenti, considerandoli una risorsa enorme e fondamentale.

Una città che vive bene è una città che ritiene irrinunciabile e indispensabile, per la qualità di vita dei suoi abitanti, investire nei servizi sociali per tutte le fasce bisognose e nei servizi scolastici e decide di non morire sprofondando nella sofferenza e nell’ignoranza.

Una città che vive bene è una città che non dimentica l’articolo 1 della costituzione: l’Italia è una repubblica basata sul lavoro. Un uomo senza lavoro è senza futuro e in un momento di così grave crisi economica diventa un obbligo morale anche per un’Amministrazione Comunale il sostegno, nei modi che le sono concessi, alle politiche del lavoro, all’imprenditoria e all’occupazione.

Una città che vive bene crede che la cultura sia la linfa vitale per la crescita morale dei suoi abitanti ma sa anche che può diventare un formidabile traino e sostegno alla sua economia.

Una città che vive bene deve favorire gli incontri tra le persone, la crescita delle relazioni interpersonali e la presenza vitale dell’associazionismo a tutti i livelli. Una città che delega ai grandi centri commerciali la vita economica ma anche sociale dei suoi cittadini, è una città destinata a spegnersi.

Una città che vive bene è un luogo dove ci possono e devono essere pari opportunità per tutti, indipendentemente dal genere sessuale, dall’età, dal colore della propria pelle, dalle varie abilità, dal credo religioso. E’ una città che rispetta i diritti dei cittadini secondo i principi di uguaglianza, contrastando politiche,atti e comportamenti discriminatori.

Una città che vive bene è una città dove i giovani rimangono per scelta perché possono studiare, lavorare e formare una famiglia. E’ una città dove vedono valorizzate le loro energie, intelligenze e riconosciuto il loro contributo nella società.

Una città che vive bene si ispira ad uno sviluppo sostenibile e il rispetto del proprio territorio e dell’ambiente diventa priorità assoluta. Le parole d’ordine non possono che essere “ no a qualsiasi speculazione edilizia”, ”consumo di territorio uguale a zero” e “incentivazione alla ristrutturazione dell’esistente”.

Una città che vive bene non vede barattato il proprio territorio e suolo agricolo a  favore di necessità di bilancio o di opere pubbliche.

Una città che vive bene vede amministrazione, imprenditori, forze sociali, volontariato impegnati in sinergia a reperire fondi in modi nuovi e creativi: bandi europei, apporto dai privati, controllo delle spese con ordine di priorità.

Una città che vive bene si impegna a ridurre la produzione di rifiuti, ad incentivare la raccolta differenziata, a promuovere le energie rinnovabili e a controllare la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo.

Una città che vive bene deve ispirarsi e imitare esperienze già collaudate e che hanno fatto di molti comuni italiani dei “comuni virtuosi”.

Una città che vive bene valorizza un territorio ricco di storia, di cultura e di bellezze paesaggistiche perché, solo se mantenuto, può garantire benessere a tutti.

Una città che vive bene preserva le sue ricchezze perché tiene conto che l’economia locale trae beneficio da un turismo ecosostenibile e di qualità. Fugge e rinnega scelte che uccidono qualsiasi politica turistica (cementificazione e traffico). Sostiene e promuove il rilancio dell’agricoltura di qualità ed ecocompatibile. 

In vista delle elezioni amministrative che si terranno nel 2012, Desenzano in Movimento, Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà  decidono quindi di unirsi in coalizione, di sostenere la candidatura a Sindaco della dottoressa Annamaria Damiano e di condividere i Princìpi ispiratori della coalizione.

Si impegnano altresi a lavorare affinchè si crei attorno a questo nuovo progetto la massima adesione tra i cittadini desenzanesi che, a livello personale o in forma organizzata, si riconoscono nei princìpi ispiratori di questa carta.